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Economie regionali, studi annuali della Banca di Italia su Campania e Calabria

14/06/2018

Presentati a Napoli, l'11 giugno, il Rapporto annuale “L’Economia della Campania” e a Catanzaro, il 14 giugno, quello della Calabria.

• Rapporto annuale sul 2017 – “L’economia della Campania”

Lo studio che si inserisce nella serie “Economie regionali” curate dalla Banca d’Italia, presenta l’andamento economico di una delle Regione tra le più colpite dalla crisi finanziaria iniziata dal 2008 e che dal 2014 dimostra una maggiore dinamicità nella ripresa.

Al Convegno organizzato per presentare il Rapporto nella città partenopea è intervenuto il Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, Fabio Panetta, a sottolineare l’importanza di una crescita per i territori del Mezzogiorno al di là delle vicende congiunturali.

La leva dello sviluppo è l’efficienza dell’azione pubblica, dal miglioramento dei servizi pubblici e delle infrastrutture alla qualità dell’azione pubblica. Questa la convinzione del Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, che ha poi ribadito che occorre riattivare gli investimenti pubblici in tutte le aree, ma in particolare nel Mezzogiorno, selezionando le opere con maggiore impatto sul potenziale di sviluppo. Un’azione decisa in questa direzione sarebbe uno stimolo potente per una ripresa degli investimenti anche da parte del settore privato”.

E per la prima volta, una parte dell’analisi sulla spesa pubblica locale presentata nel Rapporto sull’Economia della Regione Campania utilizza anche i dati sulle decisioni di investimento pubblico pubblicati in formato aperto sul portale OpenCUP.

I ricercatori della Banca d’Italia attraverso l’elaborazione dei dati CUP, dal 2005 al 2016, fanno emergere il protagonismo delle Amministrazioni locali nella pianificazione di opere pubbliche sul territorio campano,  un calo del 25% delle decisioni di investimento pubblico nel triennio 2014-2016, calo che risulta più significativo per le Amministrazioni provinciali e i piccoli Comuni (popolazione inferiore a 25.000 abitanti), e una riduzione dell’interesse nelle decisioni di investimento nei settori infrastrutture di trasporto e infrastrutture sociali.

Questo caso di riuso dei dati CUP da parte della Banca d’Italia è molto importante anche alla luce dell’interesse dimostrato nel corso del Convegno riguardo i tempi di realizzazione delle opere pubbliche, poichè è proprio a partire dai dati sulla decisione di investimento e con la necessaria definizione di unità progettuale che gli investimenti possono essere monitorati.

Leggi il Rapporto su L'economia della Campania (PDF)

• Rapporto annuale sul 2017 – “L’economia della Calabria”

Passando all’economia della Regione Calabria, il rapporto della Banca d'Italia, conferma il trend in crescita in atto dagli ultimi tre anni. Continua a crescere seppur in maniera modesta l’attività economica trainata dal comparto industriale dove si investe di più, ma soprattutto sostenuta dalla domanda interna, che ha beneficiato dall’aumento dei redditi da lavoro e la ripresa dei consumi delle famiglie

Anche per l’analisi della spesa pubblica del territorio Calabrese ci si è avvalsi dei dati pubblici sui progetti di investimento pubblico, identificati dal Codice Unico di Progetto rilasciati sul portale OpenCUP.

Sul periodo di analisi 2005-2016, approfondito dagli esperti della Banca di Italia, emerge che Il 90% circa dei lavori pubblici in Calabria è stato disposto da un’Amministrazione locale. La loro incidenza sull’importo complessivo dei lavori previsti in regione è inferiore (53 per cento), in relazione soprattutto al peso di alcune opere di grande dimensione di Anas e Rfi.

Nel triennio 2014-16, il numero di progetti che prevedevano la realizzazione di lavori pubblici da parte di Amministrazioni locali calabresi è in calo del 32% rispetto al triennio precedente la crisi del debito sovrano (2008-2010). In termini di valore, i lavori decisi nel periodo 2014-16 si sono attestati a circa 2 miliardi di euro, un dato in calo del 40%rispetto al triennio di confronto.

 L’analisi degli esperti di Banca d’Italia ci chiarisce che questa riduzione dei lavori pubblici previsti è riconducibile al dimezzamento operato dalle Province e alla significativa contrazione di quelli dei Comuni e che tale andamento negativo riflette le perduranti difficoltà finanziarie degli enti.

Tra i Comuni, ha pesato soprattutto il calo dei progetti negli enti di piccola dimensione, che rappresentano la componente prevalente.

Leggi il Rapporto su L'economia della Calabria (PDF)

Questi due primi casi di riuso dei dati CUP da parte della Banca d’Italia è molto importante anche alla luce dell’interesse dimostrato nel corso del Convegno riguardo i tempi di realizzazione delle opere pubbliche.

È proprio a partire dai dati sulla decisione di investimento e con la necessaria definizione di unità progettuale che le opere pubbliche possono essere monitorate.