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Forum PA SUD, la presenza del DiPE e OpenCUP

 

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Forum PA SUD, la presenza del DiPE e OpenCUP

22/11/2019

Si è conclusa da una settimana la manifestazione che Forum PA dedica alle politiche di coesione e sviluppo sostenibile per il SUD, all’interno della quale il DiPE e OpenCUP hanno portato in primo piano gli open data e il monitoraggio per la co-progettazione efficace di politiche di sviluppo.

Con il contributo fondamentale del Sottosegretario alla PCM il senatore Mario Turco, Il dipartimento per la programmazione economica e il coordinamento della politica economica, con il Capo dipartimento l’avvocato Mario Antonio Scino e il Consigliere Giovanni Marini, davanti ad una platea di esperti e studenti di public accountability, hanno condiviso riflessioni e competenze sul tema centrale del funzionamento del monitoraggio connesso alla crescita economica del territorio.


Il contributo del DiPE per accelerare gli investimenti
In apertura del suo intervento, il capo dipartimento ha condiviso le strategie della Presidenza del Consiglio e il ruolo della struttura DiPE per rafforzare la spesa pubblica nel nostro Paese, ed in particolare nel Mezzogiorno.

Uno dei punti cardine dell’azione di Governo è sicuramente la crescita degli investimenti pubblici ma anche la loro attuazione, ribadisce Scino e “il Governo dispone di un nuovo strumento per dare impulso all’attuazione degli investimenti pubblici e risolvere, a livello alto tramite il coordinamento anche politico di tutti gli attori coinvolti, le criticità dei processi di spesa: la Cabina di Regia “STRATEGIA ITALIA”, istituita dall’articolo 40 del decreto legge 28 settembre 2018, n. 109.
Inoltre, sono in via di definizione i lavori della
CENTRALE UNICA DI COMMITTENZA (che affiancherà le amministrazioni pubbliche nel riavviare cantieri fermi e nell’aprirne di nuovi), e a breve sarà operativa la struttura di missione “INVESTITALIA”.

“3 strutture che possono

dare un contributo significativo 

per lo sviluppo del Sud.

Una guida tecnica delle stazioni di appalto e

di rendicontazione dello stato delle opere”

Altro tema fondamentale sollevato ha riguardato la priorità degli investimenti pubblici sulla mobilità, data la carenza infrastrutturale del mezzogiorno sul fronte dei trasporti. Il capo dipartimento, ha quindi illustrato le competenze del CIPE nella programmazione degli investimenti pubblici per la mobilità, ed in particolare nella programmazione degli investimenti di ANAS e RFI.
“Il CIPE ha una competenza primaria nell’approvazione dei Contratti di Programma delle due principali stazioni d’appalto italiane: ANAS e RFI. Si tratta dei due principali strumenti programmatori delle infrastrutture trasportistiche del Paese: stiamo parlando di circa 31 miliardi di euro di finanziamenti per ANAS nel periodo 2016-2020 (fra cui: circa 10 miliardi per nuove opere e completamenti di itinerari, 5,5 miliardi incrementare la sicurezza sulle strade e oltre 8 miliardi per la manutenzione straordinaria) e di circa 66 miliardi di euro per RFI.

Con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e ANAS è stato attivato, grazie al coordinamento della Cabina di Regia “strategia Italia”, un tavolo che ha coinvolto anche tutte le amministrazioni competenti nel processo programmatorio e autorizzatorio delle infrastrutture stradali, grazie al quale sono stati rimossi gli ostacoli per pervenire alla cantierabilità, nel 2019-2020, di opere che da tempo attendevano la realizzazione, nell’ambito del CdP, per un valore complessivo di 3,6 miliardi di euro.

Il ruolo del Monitoraggio
Ad entrare nell’operatività dello strumento di Monitoraggio, l’intervento di Marini, ha chiarito linee di azione per il rafforzamento del monitoraggio dell’attuazione degli investimenti pubblici
Gli elementi fondamentali che devono essere presidiati per assicurare crescente efficienza del monitoraggio, completezza, qualità dell’informazione e tempestivo aggiornamento sono:

  • il pieno rispetto del principio di unicità di invio dei dati ai sensi del vigente codice degli appalti, D.Lgs. n. 50/2016, art. 3 comma 1 lettera ggggg-bis), per evitare duplicazioni e frammentazione delle informazioni
  • l’identificazione univoca degli interventi dei programmi di spesa, tramite i codici CUP, già nei provvedimenti che ne approvano il finanziamento o ne autorizzino l’esecuzione (cfr. la legge istitutiva del CUP, 16 gennaio 2003, n. 3, all’art. 11, e la normativa di attuazione, delibera CIPE n. 143/2002 e seguenti)
  • la completa e corretta alimentazione delle segnalazioni di monitoraggio nella BDAP/BDU, fin dalla fase del finanziamento, da parte delle stazioni appaltanti e i soggetti titolari degli interventi

Per saperne di più

  • Leggi le slide del convegno
  • Guarda l'intervista al Capo Dipartimento Avv. Antonio Scino e al Cons. Giovanni Marini (video)